fonti

 

 - clavis - 

 

 

Il Grande Vetro di Marcel Duchamp

fonte: METROPOLITAN MUSEUM.  

 
   

La rottura di Duchamp con i metodi tradizionali di produzione artistica è particolarmente evidente in "La sposa messa a nudo dai suoi scapoli, anche (il Grande Vetro)" (1915-1923), un oggetto che può essere classificato come pittura e scultura ad un tempo. Olio, vernice, lamina di piombo, filo di piombo, e la sabbia sono racchiusi tra due lastre di vetro con cinque strisce di vetro e fogli di alluminio sovrapposti. La "Sposa" occupa il pannello superiore, mentre i suoi "Scapoli" sono imprigionati nel vetro inferiore. Questa regione inferiore contiene diversi dispositivi meccanici, come ad esempio un macinino da caffè, che Duchamp ha fuso insieme in modo fantasioso. Il nuovo meccanismo così prodotto è letteralmente una macchina che produce amore, anche se non in grado di funzionare mai in modo soddisfacente. Duchamp mette così in parallelo la frustrazione sessuale prodotta idealmente all'interno dell'opera con quella che del suo pubblico messo di fronte per la prima volta a questa opera d'arte così singolare. La natura del Grande Vetro è quella di un organismo meccanico, che delinea schematicamente l'anatomia dell'apparato respiratorio, circolatorio, digestivo, o dei sistemi riproduttivi dei mammiferi superiori. Caratteristico dello stile "meccanomorfico" di Duchamp, questo lavoro riflette la sua tecnica peculiare di innestare le attività umane in forme meccaniche per alterarne la natura. Così, mentre ritrae il simboli tradizionali di una purezza inviolabile, come ad esempio "il matrimonio" indicato dal titolo, distrugge ogni convenzione presentando quegli stessi simboli come un elaborato sistema di tubature anatomiche. Duchamp lavora così con un apparato immaginario che si basa su relazioni sistematiche tra le sue diverse componenti che non sono, tuttavia, poi fondamentalmente in grado di produrre effettivamente qualcosa. In definitiva, la frustrazione dello spettatore e l'impossibilità di contatto tra la Sposa e i suoi Scapoli diventano una metafora che l'autore crea per descrivere un'impossibile interazione tra il maschile e femminile.

   
 

 

La mariée mise à nu par ses célibataires, même, 1915–23 - Marcel Duchamp (French, 1887–1968) - 277.5 x 175.9 cm - Philadelphia Museum of Art 

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