fonti

 

 - clavis - 

 

 

Κρόνος / KRonos

fonte: TRECCANI.IT : I - CronosII - Saturno.  

 
   

I - Secondo il mito greco, Cronos, figlio di Urano e di Gea, aveva cacciato il padre (l'avrebbe anche evirato) impadronendosi della signoria del mondo; in seguito a un accordo col fratello Titano (secondo alcuni mitografi, per il timore di essere a sua volta esautorato da un figlio) obbligava la moglie Opi, o Rea, a consegnargli i neonati, che egli ingoiava. Ma Opi riuscì a nascondergli Zeus, nato in parto gemellare, e a farlo allevare presso il monte cretese Ida, i vagiti del piccolo venendo opportunamente celati dai canti e dai cembali dei sacerdoti Cureti, o Coribanti. Divenuto adulto, Zeus vinse Cronos obbligandolo a vomitare i figli ingoiati e incarcerandolo poi con i Titani nel Tartaro. I Romani identificarono in Cronos l'antica divinità italica delle sementi, S.: e vollero che S., cacciato dal figlio (latinamente Giove), fosse venuto in Italia dove avrebbe regnato dando il suo nome a un periodo dominato dalla pace e dalla giustizia (cfr. Aen. VIII 319-325), tanto che per " regna saturnia " s'intese non solo il primo tempo della civiltà italica (da S. sarebbe poi disceso il re Latino: cfr. Aen. VII 49, 202-204), ma la stessa mitica età dell'oro.

II Sul carattere originario di S. non abbiamo nessuna notizia precisa. Ma, dall'esame delle fonti, risulta che S. era al tempo stesso la divimtà rappresentante l'agricoltura, la civiltà, il benessere e le leggi, ed uno spirito infero e funesto. Questa ambivalenza, a prima vista contraddittoria, riporta il mito di S. su autentiche basi religiose, esprimendo lo stadio primitivo della religiosità da cui nasce il tema mitologico dell'eroe colonizzatore. La doppia natura del dio trova la sua traduzione nel mito del re latino (egli è accolto esule da Giano e diviene con lui il primo re dei Latini, da cui discenderanno in tre generazioni Pico, Fauno e Latino, re eponimo), e nella data della sua festa, che è collocata al 17 dicembre, cioè anteriormente alla data del solstizio: in quella posizione quindi di primordiale anticipazione dell'ordine, che è pure caratteristica dei Lupercalia in onore di Faunus (v.), situati nell'ultimo mese del calendario numano, cioè in una data che realizza i presupposti per il rinnovamento annuale. Il dio si presenta quindi nel doppio aspetto di personalità benevola e funesta, che è proprio di colui il quale, per fondare le condizioni umane, deve muovere da uno stato antecedente all'ordine. (voce Saturno)

   
 

 

Francisco Goya, "Saturno devorando a un hijo" (1820-1823)- Madrid, Museo del Prado

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